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Ieri vi ho parlato del motivo per cui si guadagna sempre meno con la pubblicità online, ossia perchè il mercato dei siti web comincia ad essere saturo in molti settori. Come vi dicevo, la maggior parte dei siti web utilizza Adsense per monetizzare il traffico ricevuto. Quello che molti non sanno è che non tutti possono utilizzare Adsense. Infatti nel momento in cui ci si iscrive al programma, si inseriscono i banner pubblicitari e si inizia a guadagnare, si stà compiendo una vera e propria attività commerciale, che come tale deve essere dichiarata all’agenzia delle entrate e alla camera di commercio con conseguente assegnazione del numero di Partita Iva.

In Italia esiste una normativa che obbliga tutti i soggetti che possiedono un sito web e che sono titolari di partita iva, di inserire quest’ultima nella home page.

articolo 35, comma 1, del D.P.R. n. 633 del 1972 (ultima modifica del 2001):

(il numero della P.Iva) “…deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto.”

Quindi da questo deduciamo che se un sito web ospita gli annunci Adsense ma nella home page non compare il numero di partita iva, il titolare del sito web è molto probabilmente un evasore fiscale. Indipendentemente da quanto possa guadagnare il sito web illegale, è evidente di come questo soggetto sia autore di un duplice danno nei confronti di tutti i cittadini Italiani (meno denaro nelle casse dello stato da restribuire alla popolazione) e nei confronti dei webmaster che svolgono regolarmente la loro attività, che oltre a pagare le tasse, incassano meno denaro.

Questo è un problema veramente grave anche per internet stesso. Ritornando al discorso della saturazione del web, ci sono migliaia di ragazzini e di sprovveduti che stanno riempendo il web di contenuti duplicati da altri siti, in cui inseriscono all’interno inserzioni pubblicitarie e sul guadagnato non dichiarano alcun che.

Tutto quello che guadagnano oggi, molto probabilmente lo perderanno domani quando gli arriverà a casa la famosa letterina dell’agenzia delle entrate che li inviteranno a giustificare i guadagni illeciti tracciati dalla loro banca. Lo stato recupererà parte di quello che gli spetta mentre nessuno rimborserà i webmaster con partita iva. Anche perchè bisogna considerare che la legge del mercato dice che piu’ spazio c’è per la pubblicità e meno gli inserzionisti pagano. Dunque oltre il danno la beffa per tutti coloro che hanno intrapreso un’attività commerciale sul web.

Ora che il quadro è abbastanza chiaro, ti invito a fare attenzione ed osservare se all’interno dei prossimi siti che visiterai, ci saranno:

1) inserzioni pubblicitarie (specialmente adsense)

2) numero di partita iva in home page

Io l’ho fatto, e negli ultimi 100 siti web che ho visitato e in cui all’interno c’erano gli annunci Adsense, solo 10 hanno scritto il numero di partita iva in home page! Il 90% dei siti web che guadagnano in Italia sono Illegali!

Forse bisognerebbe fare qualcosa, denunciare la situazione alla guardia di finanza e far rimuovere le inserzioni pubblicitarie a chi non può farlo. Solo cosi Internet potrà migliorare e tornare ad essere un luogo pulito e con informazioni sane per il bene di tutti, anche il tuo. Se un giorno per strada assisti ad un furto, non lo dednuncieresti? E se lo facessero a casa tua? Se vogliamo un mondo migliore, dobbiamo anche fare qualcosa per migliorarlo.



  1. Benny 21 maggio 2010

    quindi anche questo sito è illegale… la partita IVA non è presente in nessuna pagina!! 😐

  2. gekko 24 maggio 2010

    Fai piu’ attenzione nel Footer, la p.iva c’è eccome 🙂

  3. Pippo 27 maggio 2010

    Intanto incomincia a scrivere che per avere adsense devi avere la partita IVA, cosa che non dite sul vostro network, quindi anche voi proponete l’illegalità?
    http://www.sharingsys.com/guida-adsense/
    Purtroppo la legislazione non è chiara, ma non potete istigare alla battaglia fra poveri…oltretutto con questa po’ di crisi che c’e’…

  4. gekko 28 maggio 2010

    Ciao Pippo, la legislazione è chiara invece, se intraprendi un attività commerciale sei obbigato ad aprire p.iva, quindi se usi adsense per un periodo continuativo devi averla. Il network sharingsys viene incontro alla legalità, se fai attenzione, in quella pagina c’è scritto che non è obbigatorio utilizzare adsense, ma si possono utilizzare circuiti come Sprintrade che consentono di emettere ricevuta di prestazione occasionale (max 5.000 euro annui) o in alternativa anche banner per pubblicizzare altri siti web senza dover per forza ricevere un compenso economico. Poi è chiaro che quella guida è solo indicativa per per far capire a grandi linee come funziona adsense a chi non sa cosa sia ed è stato inserito per l’appunto un link alla guida ufficiale per approfondire l’argomento.

  5. stefo 4 giugno 2011

    se non superi una certa cifra, puoi fare ritenuta d’acconto

  6. gekko 14 giugno 2011

    Se si lavora con aziende Italiane e in maniera non continuativa SI, ma ad esempio con Adsense che ha sede europea in Irlanda NO


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